Il serpente nella Bibbia
La figura del serpente mi ha sempre incuriosito all'interno della Bibbia e nei vari contesti in cui questo animale appare. La sua prima apparizione avviene nel Giardino dell'Eden in Genesi 3, nelle prime pagine della Scrittura. La sua caratteristica principale è quella di ingannare le sue prede. Dopo la caduta, Dio pronuncia parole molto forti nel cosiddetto Protovangelo (versetti 14 e 15): una profezia che vedremo poi adempiersi nella persona e nell'opera di Cristo sulla croce, per poi estendersi fino alla fine dei tempi nel libro dell'Apocalisse.
«Su basi logiche e teologiche i primi
Padri della Chiesa e i Riformatori credevano che Satana fosse caduto in
disgrazia, fosse entrato nell'Eden, avesse usato il serpente come suo strumento
e fosse stato maledetto sotto la forma del serpente, fino alla punizione
eterna. Si è riconosciuto che ci sono elementi nella maledizione giudiziaria
sul serpente che, al di là di essa, rimandano alla figura di Satana; la
maledizione era deliberatamente profetica.» [1]
Dopo la Genesi, l'apparizione del serpente ricorre in diversi
momenti della storia biblica.
Il serpente, o i suoi simili come la vipera, appare anche
nell’Esodo. Al capitolo 4, il bastone di Mosè diventa un serpente, capace poi
(in Esodo 7:10-12) di inghiottire i serpenti dei maghi egiziani. In questo
contesto, paradossalmente, il serpente non ha una connotazione negativa, ma
vincente e usata da Dio. Il significato è notevole, considerato che nella
cultura egizia il serpente era oggetto di adorazione.
Nella Scrittura emerge chiaramente questa tensione tra
l’elemento negativo associato al serpente e una valenza positiva, persino
salvifica, come nel caso del serpente di rame in Numeri 21.
Il serpente riappare infatti nel libro dei Numeri, nel famoso
episodio del capitolo 21. Il popolo si scoraggia e comincia di nuovo a
mormorare. Il giudizio divino giunge rapidamente sotto forma di serpenti
velenosi che entrano nell'accampamento, mordendo e uccidendo molte persone.
Mosè viene chiamato ancora una volta a intercedere e, su istruzione del
Signore, costruisce un serpente di bronzo (o rame) posizionandolo su un'asta.
Chiunque lo guardi resta in vita. Il serpente in sé non è magico; guardarlo rappresenta
un atto di fede.
Ai tempi del re Ezechia, leggiamo tristemente che il serpente
di Mosè (sopravvissuto per ben 730 anni!) era diventato oggetto di culto:
2 Re 18:4 «Egli soppresse gli alti
luoghi, frantumò le statue, abbatté l'idolo d'Astarte e fece a pezzi il
serpente di rame che Mosè aveva fatto; perché fino a quel tempo i figli
d'Israele gli avevano offerto incenso; lo chiamò Neustan»(un gioco di parole
per indicare il serpente).
Uno strumento adoperato da Dio tramite Mosè finisce così per diventare un oggetto di idolatria. Negli scavi condotti da Macalister a Gezer è stato rinvenuto un serpente di bronzo, probabilmente un oggetto di culto nella Palestina pre-israelitica. In Palestina sono stati trovati molti serpenti di bronzo e di terracotta, e queste figure occupano un posto di rilievo nelle decorazioni dei templi, chiaramente associate ai culti di varie divinità.
Rappresentazioni di una "dea serpente" sono state
scoperte da Rowe a Beth-Shan e da Albright a Chiriath-Sefer. In Canaan, il
drago simboleggiava il caos dirompente e distruttivo. Il serpente,
personificazione di ogni male, veniva adorato principalmente per paura, allo
scopo di scongiurare i danni che avrebbe potuto arrecare. Le statuette di
Asherah, la dea della fertilità, così come i suoi altari, erano spesso
ricoperte da raffigurazioni di serpenti. In varie religioni antiche (compresa
l'India e l'Estremo Oriente), il serpente viene usato come simbolo di potere
soprannaturale, sia benefico che ostile. Nel libro deuterocanonico di Bel e
il Drago, i Babilonesi adorano una creatura simile a un serpente che
Daniele finisce per distruggere. [2]
È interessante notare la connotazione espressamente negativa
che il serpente assume nei libri sapienziali e in particolare nei Salmi:
Salmo 58:4 «Hanno un veleno simile a
quello del serpente, son sordi come l'aspide che si tura le orecchie»
Salmo 91:13 «Tu camminerai sul leone
e sulla vipera, schiaccerai il leoncello e il serpente. (Salmo spesso
strumentalizzato dalla teologia della prosperità e durante il periodo della
pandemia).
Salmo 140:3 «Aguzzano la loro lingua
come il serpente, hanno un veleno di vipera sotto le loro labbra.»
Anche nei libri profetici, come in Isaia, il passaggio è
significativo:
Isaia 27:1 «In quel giorno, il
SIGNORE punirà con la sua spada dura, grande e forte il leviatano, l'agile
serpente, il leviatano, il serpente tortuoso, e ucciderà il mostro che è nel
mare!»
Isaia 34:15 «Là il serpente farà il
suo nido, deporrà le sue uova, le coverà e raccoglierà i suoi piccoli sotto di
sé...»
Il giudizio di Dio sul male e su queste figure mostruose
coincide con la sconfitta definitiva di questo serpente. Possiamo dunque
dedurre che la figura del serpente rappresenti «una minaccia alla felicità
dell’uomo» destinata a subire un severo giudizio.
Nel Nuovo Testamento la figura del serpente ricorre più
volte:
Nei Vangeli:
Matteo 7:10 e Luca 11:11 parlano della provvidenza di Dio
descrivendolo come un padre che, se il figlio gli chiede un pesce, non gli darà
mai un serpente (contrasto pesce/serpente).
In Giovanni 3:14-15 riprende l’episodio di Numeri 21. Gesù,
parlando con Nicodemo, collega il proprio innalzamento sulla croce a quello del
serpente di rame forgiato da Mosè: «Gesù paragona la salvezza della vita delle
persone di Israele, ottenuta guardando al serpente di rame, a coloro che
ricevono la vita eterna guardando con fede al Figlio dell’uomo. L’enfasi non è
tanto sulla fede personale in sé, ma piuttosto su Dio come sorgente della
salvezza.» [3]
Marco 16:18 rappresenta un versetto molto strumentalizzato ma
presenta l’immunità dai morsi velenosi come prosecuzione della potenza
spirituale di Gesù trasmessa ai Suoi discepoli.
Negli Atti degli Apostoli:
Al termine del suo viaggio naufragato, in Atti 28:3, Paolo
viene morso da una vipera sull'isola di Malta. La sua totale incolumità spinge
gli abitanti del posto a scambiarlo per una divinità.
Nelle Lettere Paoline:
2 Corinzi 11:3 «Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo.»
Paolo richiama direttamente l’episodio
della caduta nell'Eden, associando in modo chiaro il Diavolo al serpente.
Colossesi 2:14-15 «Egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.»
Si nota che gli
agenti del Diavolo vengono identificati proprio con queste potenze e principati
spirituali. [4] Cristo vince sul male e sul Diavolo proprio attraverso la
croce.
Nel libro dell'Apocalisse:
Qui si raggiunge il culmine della rivelazione:
Apocalisse 12:9 «Il gran dragone, il
serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il
mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati anche i
suoi angeli.»
Apocalisse 12:14 «Ma alla donna
furono date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel
deserto... lontana dalla presenza del serpente.»
Il Serpente viene precipitato sulla terra insieme ai suoi
angeli. Infine, al capitolo 20, assistiamo alla sua sconfitta definitiva: viene
legato, slegato per una breve parentesi temporale e infine gettato per sempre
nello stagno di fuoco.
Apocalisse 20:2, 7-10 «Egli afferrò
il dragone, il serpente antico, cioè il diavolo, Satana, lo legò per mille anni
[...] Quando i mille anni saranno trascorsi, Satana sarà sciolto dalla sua
prigione e uscirà per sedurre le nazioni [...] ma un fuoco dal cielo discese e
le divorò. E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e
di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati
giorno e notte, nei secoli dei secoli.»
Conclusione:
Possiamo dedurre che nei nuovi cieli e nella nuova terra non ci sarà più spazio per il male, per il Diavolo e per i suoi emissari, poiché saranno eternamente sconfitti e confinati nello stagno di fuoco. Con essi scomparirà anche la figura del serpente intesa come elemento inquietante e minaccioso. Ciò adempie pienamente la promessa di Genesi 3: la progenie della donna ha vinto e sconfitto definitivamente il Diavolo.
Patrizio
Zucchetto
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Foto:commons.wikimedia.org/wiki/File:Esteban_March_-_Moses_and_the_Brazen_Serpent_-_Google_Art_Project.jpg (Agosto 2026)
[1]
Alexander, T. Desmond; Rosner, Brian S. *New Dictionary of Biblical Theology*
(IVP Reference Book 4), p. 773. IVP.
[2] Ibid., p.
774.
[3] G.K.
Beale, D.A. Carson (a cura di), *Commentary on the New Testament Use of the Old
Testament*, pp. 435-447.
[4] Chris Zito, *Corso l’Occultismo*, IBEI Roma, pp. 85, 88.

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